Prologo

 Stai leggendo  Storie del Portogallo: gli avvenimenti.

Quando, più o meno agli inizi dell’anno Mille dell’era cristiana, questa storia comincia, il Portogallo non esiste ancora. Per molti, in Europa, la pars occidentalis è il mondo alla fine del mondo, finis terrae. Sulla Galizia, dove si trova Santiago di Compostela -luogo sacro della Cristianità- e sulle terre comprese fra i fiumi Douro e Minho, regna il re-imperatore di Leon e di Castiglia; altrove, come su gran parte della Penisola Iberica e in Al Garb –Al Andalus ( l’occidente dell’Andalusia), sono gli arabi a farla da padroni.
Ci sono strutture feudali a nord e strutture feudali a sud, rigide le prime, più aperte le seconde. Musulmani del sud e cristiani del nord convivono da tempo – più per necessità che per amore- commerciano, hanno i propri centri abitati ( a volte vere e proprie città, con tanto di mura), le proprie chiese, le proprie convinzioni religiose, i propri modi di intendere la vita e la morte. Nelle taifas iberiche – i regni musulmani formatisi dopo l’espansione del 711- accanto ai conquistatori, vivono anche molti cristiani, i cosiddetti mozàrabi. Devono pagare un tributo, ma restano liberi di professare la propria religione purché non cerchino di fare proselitismo.
Poi, a poco a poco, anno dopo anno, la situazione cambia. I re iberici si riscoprono diretti discendenti dei monarchi visigoti un tempo padroni della penisola e impugnano le armi per “ riconquistare” le terre anticamente appartenute agli avi e ora in mano musulmana. La lotta, una volta cominciata, si trasforma, col passar del tempo, in uno scontro aperto fra chi professa la vera fede e chi vive nell’errore, assumendo sempre di più, da una parte e dall’altra, i tratti della guerra santa. Per i musulmani, in realtà, è una questione di sopravvivenza; per i re cristiani è una questione di ampliamento territoriale. C’è bisogno di armi e di armati. E, così, ancora prima delle Crociate, la penisola iberica attira spade da ogni parte d’Europa, dalla vicina Francia soprattutto. Nobili senza futuro, senza eredità, senza quattrini vedono nella lotta agli infedeli a due passi da casa un’occasione per salvarsi l’anima e per riempirsi le tasche.
Ed è a questo punto che comincia la nostra storia.

 

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