Le due Marie

 

Stai leggendo Storie del Portogallo: gli avvenimenti.

Nel settembre del ‘36, il Portogallo è di nuovo in fermento. Il Parlamento viene sciolto, si indicono nuove elezioni. L’ala sinistra del movimento liberale  ottiene vastissimi consensi. I conservatori dello stesso movimento- i cosiddetti Cartisti– non ci stanno e  parlano di risultati truccati.

Passos Manuel, uno degli artefici della "Rivoluzione di settembre"

Quando i deputati esquerdistas della circoscrizione del  Douro – i più chiacchierati-  arrivano, nel mese di settembre, a Lisbona, l’intera città scende in piazza per riceverli. Il governo di centro-destra  cade;  Passos  Manuel- liberale di “sinistra”- diventa primo ministro; si tentano  importanti riforme, soprattutto nel campo dell’istruzione e in campo sociale; la schiavitù viene abolita, la Costituzione del ‘22 ripristinata.
I fautori della Carta, però, non ci stanno e  rialzano la testa.  Fallisce un golpe di palazzo ordito, si sussurra, dalla stessa regina; fallisce un tentativo di rivolta capeggiato da due figure leggendarie, i duchi di Saldanha e di Terçeira, falliscono altre cospirazioni. All’estrema sinistra, i cosiddetti Arsenalisti, sono infuriati: accusano il governo, fattosi nel frattempo più  moderato, di aver tradito gli ideali della “Rivoluzione di settembre”. 
Dopo la caduta di Passos Manuel ( 1837), nel firmamento politico  sale l’astro  del ministro della Giustizia, Antonio Bernardo da Costa Cabral,  “uomo forte” e,  agli occhi di molti,  l’unico   in grado di porre fine  a  tutta quella confusione. Con il passare del tempo,  il cosiddetto Settembrismo, si annacqua.  Nel 1842, la Carta viene reintrodotta, il duca di Terçeira assume la direzione del governo, ma  non comanda. Comanda Cabral.

Ha due obiettivi: ordine e progresso. Per ottenere il primo, ricorre alla repressione( non una  pensata geniale, in verità); per favorire il secondo lavora alla realizzazione di  un  piano di  grandi opere pubbliche, incentrato sullo sviluppo delle ferrovie. Ma l’aria è irrespirabile, la corruzione e l’autoritarismo dilagano e una proposta di legge fortemente impopolare – il divieto di sepoltura nelle chiese- fornisce il pretesto per  l’ennesima  rivolta.

Maria da Fonte guida la ribellione.

Il via lo danno le donne. Una di esse, Maria da Fonte- la seconda Maria di questa storia- diventa una figura  leggendaria e dà il nome alla prima fase della ribellione. Un po’ dovunque, si  formano “Giunte” ( Juntas) locali, dotate di poteri amministrativi e politici; sotto le bandiere di Maria da Fonte si raccolgono  ex miguelisti, radicali di sinistra, moderati , “cartisti” disgustati dalla corruzione e dai metodi autoritari di Cabral, lavoratori, contadini, borghesi e anche uomini di chiesa.
Cabral è costretto a fare le valigie; il duca di Palmela lo sostituisce, ma la confusione, anziché diminuire,  aumenta. L’estrema  sinistra non può vedere la regina, la destra non può vedere la sinistra, i cabralisti nessuna delle due. Donna Maria II, come suo solito e secondo Costituzione, interviene:  Palmela salta; Saldanha- altro monumento  nazionale- ne prende il posto, ma ancora una volta  gli scontri, lungi dal calmarsi,  si fanno più aspri. 

Le voci, spesso incontrollate, si rincorrono: c’è chi parla di cacciare la regina e  di sostituirla con il figlio Pedro; qualcuno si spinge oltre e  vagheggia, addirittura, l’istituzione di  una  Repubblica.  Inghilterra e Spagna drizzano le orecchie. Soprattutto la Spagna:  non vuole la presenza di   modelli sociali  e politici  pericolosi  ai propri confini. Quando Saldanha chiede e ottiene l’aiuto spagnolo e inglese, i rivoltosi cedono. Ottengono, se così si può dire, l’onore delle armi, ma nessun posto  nel  nuovo governo, alla testa del quale  è ricomparso, grazie all’intervento di donna Maria, l’odiato, chiacchieratissimo  e  discusso Costa Cabral.

Saldanha la prende come un’offesa personale. Vede nella  regina  un’ ingrata e nell’entourage di corte un nido di serpenti. Passa all’opposizione e prova a sollevare l’esercito: riceve promesse e assicurazioni, ma, al momento dei fatti, anche clamorosi voltafaccia. Sta per rinunciare, quando, inaspettatamente, la guarnigione di Oporto si ribella, esce dalla caserme e  cambia la partita. Sotto l’incalzare degli avvenimenti, Donna Maria licenza di nuovo Cabral e conferisce l’incarico a Saldanha. E’ cominciata la  cosiddetta “Rigenerazione” ( Regeneraçao) del Portogallo. E’ l’aprile del 1851.

Donna Maria II(1819-1853), A Boa Mae, regina de iure dal 1826, regina de facto dal 1834.

La regina  muore di parto nel novembre di due anni dopo. Non è stata una  sovrana del tutto imparziale; forse, dentro di sé,  ha sofferto o male interpretato  il  suo nuovo ruolo  di monarca costituzionale. Si è voluta circondare di  consiglieri stranieri, ha cercato di mettere le mani in pasta in più di una questione politica, ha contribuito non poco, per circa quindici anni,  con il proprio atteggiamento e con le proprie scelte ad alimentare la confusione e il clima di tensione in Portogallo.
Ma è stata anche moglie e madre esemplare. E sono la madre e la moglie a prevalere nel ricordo e nelle preghiere , quando vengono celebrate le esequie. Nella tradizione Donna Maria II è conosciuta come a Boa Mae, la madre premurosa.  Il marito Fernando( o Rei Artista)  la sostituisce, come reggente, nell’attesa della maggiore età del primogenito Pedro.

 

 

Clicca qui per continuare la lettura ( Il rosso e il verde)

Pagina precedente (Guerra civile)

Annunci

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: