La Repubblica nuova

 

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Il giorno dopo la proclamazione della Repubblica, sul giornale  portoghese O Seculo compare  il seguente proclama: l’ordine e il lavoro sono l’imperativo della nuova Patria repubblicana. Ma quale ordine? Il nuovo o il vecchio ? L’ordine reazionario o l’ordine “rivoluzionario”?  Bisogna decidere- magari, in fretta-  e scegliere fra i due “ ordini”. Saprà  decidere la neonata Repubblica? Come deciderà, se deciderà?  A chi guarderà  il Portogallo repubblicano? All’irrequieta Francia o alla pacifica Svizzera? Se lo chiedono tutte le cancellerie monarchiche europee. 

Possono stare tranquille: forse è attirata dalla prima, ma certo guarda alla seconda. Separa lo Stato dalla Chiesa, introduce  il divorzio( un po’ anticlericale lo è),   ammette   il diritto di sciopero, riduce le imposte, abolisce i titoli nobiliari, garantisce la libertà di stampa, di espressione e di insegnamento. Ma dà anche un giro di vite all’ordine pubblico, non si sa mai. Sventa un paio di goffi  tentativi di restaurazione della monarchia, promulga una Costituzione, affronta la questione delle colonie, presenta bilanci in pareggio,  ma , nel campo delle riforme  non affonda mai il colpo e scontenta così quell’ampia fascia dell’opinione pubblica dalle grandi speranze e dagli  orientamenti radicali. Nelle fotografie ufficiali del  Parlamento ( il Congresso) si notano molte uniformi, molti professionisti prestigiosi, quasi nessun rappresentante “ popolare”. Quelle istantanee  sembrano, ai più,  fotocopie-replica  dei governi  di Joao Franco.

Dopo una prima fase “ rivoluzionaria”, alla francese – opera del Governo Provvisorio Repubblicano  guardato a  vista dal Direttorio del Partito, più prudente-  iniziata la fase “ svizzera”, cominciano anche  i giochi politici. E, tanto per scaldare i motori, si tende qualche imboscata. La prima  vittima illustre  è Bernardino Machado , escluso dalla Presidenza della Repubblica a favore dell’avvocato Manuel de Arriaga. Si costituiscono  correnti e sorgono nuovi movimenti politici. Dalla costola del Partito Repubblicano nascono il Partito Democratico ( che ne eredita la missione e l’apparato organizzativo), quello Evolucionista e  l’Uniao Republicana. A sinistra, agiscono il Partito Socialista e  gruppi “ indipendenti” dal seguito limitato.

Il Palazzo di Belèm a Lisbona, residenza del Presidente della Repubblica portoghese. Da: dreamguides.edreams.it/.../lisbona/palazzo-di-belem

Cominciano a formarsi alleanze, dentro e fuori il Parlamento; governi di coalizione si succedono a governi monocolore dalla maggioranza risicata; si cerca,  si dà  e si toglie l’appoggio esterno. L’ andamento non è sempre lineare: governi “ radicali” ( Afonso Costa), si alternano a governi più moderati ( Bernardino Machado) o addirittura   a governi semi-dittatoriali ( Pimenta de  Castro, spazzato via da una sollevazione armata il 14 maggio del ‘15). Insieme a  Pimenta de Castro  cade  anche l’anziano  presidente Arriaga, forse connivente con l’aspirante dittatore.  Al Palazzo di Belèm  salgono  prima Teòfilo Braga, insigne poeta e  professore di Letteratura ,  poi Bernardino Machado.

Nel 1916 il Portogallo entra in guerra per salvaguardare, soprattutto,  i propri interessi coloniali. Su sollecitazione britannica, le navi austro-tedesche alla fonda nei porti lusitani vengono requisite; Democratici e Evoluzionisti formano una specie di   governo di salute pubblica ( Uniao Sagrada, Unione Sacra); i fanti portoghesi  si battono bene, sia in colonia , sia nelle Fiandre. Ma aumentano anche i disordini interni, dovuti alla penuria di cibo, ai razionamenti, all’alto tributo di sangue richiesto  dal conflitto, al timore di aver scelto la parte sbagliata .
Afonso Costa e i Democratici , rimasti soli a guidare il Paese  dopo l’abbandono dell’Unione Sacra da parte degli Evoluzionisti,  usano  il bastone e la carota: reprimono le manifestazioni interne, ma adottano anche  misure a favore delle classi meno abbienti , scatenando l’ira dei monarchici e della Chiesa  terrorizzati  dallo spettro del socialismo marxista.

Il 5 dicembre del 1917, approfittando dell’assenza dal Paese del primo ministro, in missione all’estero,  unità militari di stanza a Lisbona escono dalle caserme . Hanno l’appoggio della piazza, dei “ poteri forti”, degli Unionisti.  Li guida un intellettuale in divisa, il maggiore Sidonio Pais. La ribellione ha successo. La Repubblica Nuova ( Republica Nova) è cominciata.

Ma chi è Sidonio Pais?

 

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