La nuova stagione

 

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Sidonio Pais ha ballato per una sola estate. Dopo di lui, a menare le danze al  ritmo di prima, sono i soliti noti. Ma il mondo non balla più  al ritmo di prima. E neppure il Portogallo. Il vento di sinistra, impetuoso in molte parti d’Europa, raggiunge anche il Paese di Camoes. E porta tempesta.  Scoppiano disordini e tumulti. Qualche volta- come nell’ottobre del 1921-  le notti portoghesi  si tingono di sangue. Rivolti al passato, incapaci di trovare il bandolo della matassa politica , i governi si succedono  ai governi . Democratici e Liberali( dove  sono confluiti Evoluzionisti e Unionisti)  non trovano- né forse cercano- un accordo. I militari  vogliono contare di più; l’alternarsi di uomini prestigiosi al vertice delle istituzioni ( lo scrittore Texeira Gomes ,  Bernardino Machado, di nuovo  Afonso Costa, questa volta  per interposta persona)  non serve a placare gli animi; scoppiano scandali finanziari dai quali l’intero sistema esce con le ossa rotte. La Prima Repubblica, per sopravvivere, scivola sempre più a sinistra: promette riforma agraria, sicurezza sociale, tasse proporzionate  al  reddito.

Ha il fiato corto, però.  I ricchi si spaventano, i poveri reclamano fatti, non parole. La “ maggioranza silenziosa” non ne può più di sommosse e di manifestazioni di piazza. Si invoca l’uomo forte. Molti giovani e molti intellettuali guardano con favore al fascismo italiano e all’esperienza di Primo de Rivera in  Spagna.  Qualcuno di loro, tuttavia, ha l’anima a sinistra e auspica una stagione  ricca di nuove messi (Seara Nova[1]). Si illude: quando arriverà, quella nuova stagione vestirà dapprima  l’uniforme( il generale   Cabeçadas, premier dopo il colpo di stato di Gomes da Costa -1926-e  primo di una lunga serie di militari )  e  poi l’abito scuro di Salazar.

Antonio de Oliveira Salazar(1889-1970), Primo Ministro del Portogallo dal 1932 al 1968, ininterrottamente.

Antonio de Oliveira Salazar sale al potere nel luglio del 1932. Ha quarantatré  anni . E’ professore di economia, non è digiuno di politica , è già stato deputato, ha fatto parte del governo del generale Cabeçadas, ha scritto opere importanti, negli ambienti accademici è stimato. Sa rivolgersi all’opinione pubblica con parole semplici  e dirette. Dice: non spendiamo  le nostre energie nello stilare programmi ambiziosi e irrealizzabili, ma diamoci da fare . “ Niente contro la Nazione, tutto per la Nazione” è il suo motto. Approfitta della turbolenta stagione della dittatura militare, travagliata  da  golpe e  contro-golpe,  ammutinamenti di caserma  e ribellioni di piazza, repressione spietata e crisi economica da brividi, per imporsi e per imporre agli altri, poco alla volta,  la propria concezione politica. Qualche tempo prima, i militari al governo, con le casse dello stato desolatamente vuote, avevano scomodato addirittura la Società delle Nazioni per ottenere un prestito internazionale. L’opposizione in esilio aveva fatto fallire l’operazione. Ora, usando un linguaggio volutamente “ basso”, Salazar dice: anche la più comune delle massaie sa quanto sia importante spendere meno di quanto si guadagni. E fa seguire i fatti alle parole. Ministro delle Finanze del  governo Freitas  esige il controllo della spesa di tutti i ministeri, usa  la mannaia e  rimette in sesto i conti pubblici.

Molti gli vanno dietro: la borghesia, le banche, la Chiesa, gli industriali stanchi di scioperi e di agitazioni,  i monarchici, sicuri  di un ritorno di don Manuel.  Persino l’apparizione della Vergine a Fatima,  viene associata, anche se con discrezione, alla comparsa dell’ “uomo del destino”. Quando diventa primo ministro dopo due anni alle Finanze, in poco tempo Salazar  modifica la Costituzione( confermata da un referendum plebiscitario);  sopprime i partiti ( ne resta in vita uno solo, il suo); fa rieleggere  il generale Carmona alla presidenza della Repubblica; si sbarazza dei dissidenti interni ( Nazionalisti scontenti, Camicie Azzurre); fa impiegare l’artiglieria contro i manifestanti di sinistra, scesi in piazza a protestare contro la riforma del lavoro; sfugge per un soffio  a un attentato;  fonda la Legione Portoghese( Legiao Portuguesa), braccio armato del regime;  inquadra i giovani nella “Gioventù Portoghese”( Moçitade Portuguesa), dotandoli di sgargianti  camicie verdi; controlla la stampa; fornisce ampi poteri alla già potente polizia segreta( PVDE, poi PIDE);  imposta un sistema  sociale corporativo;  fa di  lavoro, religione e patria le parole d’ordine.

E’ cominciato lo Stato Nuovo( Estado Novo)

 

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[1]

Il gruppo Seara Nova ( rifiutò sempre il nome di “partito”) nacque come reazione agli eccessi repubblicani. Agli interessi particolari dei partiti politici o agli interessi di oligarchie, classi sociali, gruppi di potere, contrapponeva la priorità dell’interesse nazionale Era fautore di un socialismo democratico, internazionalista e pacifista.

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