La vergine e il sovrano

Stai leggendo Storie del Portogallo: gli avvenimenti.

Afonso VI(1643-1683), O Vitorioso, re dal 1656. Da: caestamosnos.org/.../

Quando dom Joao IV, O Restaurador, muore( 1656), la situazione è lungi dall’essere risolta. Per di più, l’erede al trono, il futuro Alfonso VI, è un ragazzo infermo, coccolato, viziatissimo , quasi analfabeta  e con turbe psichiche. La madre, donna Luisa de Gusmao, assume allora la reggenza a tempo indeterminato. Alcuni nobili ne approfittano: diventano potenti, accumulano ricchezze e lasciano il giovane Alfonso  libero di dedicarsi a ciò che gli piace di più. Gli amici di cui si circonda  – i Valentes d’El Rei– ne combinano di tutti i colori. A piedi o a cavallo, guidati dallo stesso Alfonso, corrono le campagna e le strade cittadine, aggrediscono e feriscono i viandanti, vìolano i conventi, danno e ricevono ferite, frequentano i bordelli dove il re ama circondarsi di “ favorite”( con le quali, per altro, non passa mai alla vie di fatto…), allestiscono banchetti pantagruelici e assistono a corride.

Luis de Vasconcelos e Sousa, terzo conte di Castelo Melhor

A tutt’altro spettacolo  assistono i comuni  portoghesi. Gli olandesi, infischiandosene del trattato che li lega al Portogallo, si sono fatti aggressivi sul mare, comparendo persino davanti a Lisbona; gli spagnoli premono ai confini. Sono momenti difficili: occorre una politica, occorrono armi, occorrono soldi. Le tasse aumentano e il malcontento pure. Guidati da un giovane ambizioso e determinato, Luìs de Vasconcelos e Sousa, conte di Castelo Melhor, molti nobili si ribellano: la  reggenza viene tolta a donna Luisa, il potere viene conferito ad Alfonso, il trattato con l’Olanda viene sospeso e gli spagnoli  vengono fermati con le armi   a  Montes Claros ( 1665), in Alentejo.
Ma la situazione interna non è tranquilla. C’è chi vorrebbe sul trono non Alfonso, ma  un altro figlio di dom Joao, Pedro e, allora, Castelo Melhor, per guardarsi le spalle, si avvicina alla Francia e  combina un matrimonio fra il re e una giovane principessa d’oltralpe, Maria Francisca di  Savoia-Nemour , conosciuta come mademoiselle d’Aumale. Di male in peggio, appunto, giocando sull’onomatopea del nome. Il matrimonio non viene consumato e Francisca , regina insoddisfatta,  trova consolazione  nella braccia di dom Pedro.
Il duca di  Cadaval, portoghese doc, anch’egli giovane e deciso, appoggiato da nobili ostili alla fazione al potere  e da una  parte  del clero,  guida un nuovo  colpo di stato: Castelo  Melhor viene destituito( 15 settembre), il re imprigionato( 23 novembre) e dom Pedro nominato reggente del regno. Siamo nel 1667. Sono passati cinquecentoventi anni dalla conquista di Lisbona da parte di Alfonso Henriques. Chissà che faccia farebbe il Rei Conquistador,  se potesse assistere a  tutto questo sconquasso.

Maria Francisca di Savoia-Nemour(1646-1683)

Nel periodo compreso fra la destituzione di Castelo Melhor e la cattura del re, Maria  Francisca fugge da Lisbona, si rifugia in un convento, minaccia di tornarsene in Francia e chiede l’annullamento del matrimonio. Quest’ultima richiesta viene accolta. Si celebra il processo. Si ascoltano i testimoni, uomini  e donne, ma non la  regina. La sentenza riconosce l’impotenza del re e la verginità di Francisca. Che, quattro giorni più tardi, sposa dom Pedro, proclamato  dalle Cortes erede legittimo e, per il momento, reggente del Portogallo. Un anno dopo, finalmente, viene firmata la pace con la Spagna. Filippo IV è scomparso  un paio d’anni prima  e il nuovo re, Carlo II, è un bambino sottoposto a tutela. La Spagna degli ultimi  Asburgo è debole  e non può fare la voce grossa. Così, nel 1668, il Portogallo vede riconosciuti la propria indipendenza e i propri confini. Solo Ceuta rimane spagnola. Sono passati ventotto anni  dalla  Restaurazione. Troppi e, a ben vedere,  pagati  a carissimo prezzo.

E il povero dom  Alfonso? Confinato prima alle Azzorre, poi riportato in patria per ragioni di sicurezza ( dom Pedro teme  una possibile congiura in suo nome  e vuole  tenerlo sotto controllo…) muore, quarantenne,  nel Palacio da Vila a Sintra nel settembre del 1683. Nello stesso anno muore anche donna Maria  Francisca, la regina. Dom Pedro II( o Pacifico), vedovo e re,  deve scegliere moglie  e politica.
Sceglie Maria Sofia di Neuburgo, figlia dell’elettore palatino. E , insieme a lei, sceglie una politica opportunistica. Il Portogallo è ora inserito in un insieme di alleanze con altre nazioni europee. Guidato da abili ministri ( il duca di Cadaval, il marchese di Fronteira, il duca di Ericeira)  vuole recuperare un ruolo autonomo e contare di più.
Ci riesce. Prima si avvicina alla Francia; poi, quando l’influenza francese si fa troppo invadente, cambia alleati, appoggiandosi all’Austria e all’Inghilterra, pronto a darsi un nuovo padrone  se le circostanze dovessero richiederlo. Sta sulle sue, non si lascia trascinare nelle contese europee della fine del Seicento, ma non rinuncia  a partecipare alla guerra di successione spagnola. Prima avanzando la candidatura dello stesso dom Pedro, poi appoggiando le pretese dell’arciduca Carlo d’Austria(il futuro Carlo III).
La guerra conosce alti e bassi, vittorie e sconfitte, devastazioni e perdita di territori. Se  nel  giugno del 1706, il marchese di Minas – portoghese- entra in Madrid alla testa di un esercito vittorioso, l’anno dopo gli spagnoli  si prendono la rivincita conquistando importanti città di confine. L’intero Alentejo è sotto pressione, Olivença è attaccata più volte, Miranda do Douro è perduta e ripresa, gli alleati se ne vanno. La pace di Utrecht ( 1713) riporta la situazione al punto di partenza. Come dire: tanta  fatica e tante sofferenze per niente. Solo in Brasile colonizzato, vicereame  e non più semplice sede di feitorias,   il Portogallo ottiene qualche vantaggio territoriale.
E  moltissimo  oro.

 
 

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Bibliografia

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